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	<title>BeIdraulico &#124; Idraulico a casa: tecniche fai da te, bagni, caldaie, curiosità</title>
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	<description>Il blog sulla professione di idraulico con tecniche fai da te e news su rubinetterie, sanitari, bagni, caldaie e impianti di riscaldamento.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Mar 2011 11:32:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ANGAISA e FME, rilanciare gli incentivi per le rinnovabili</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 11:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angaisa]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo l&#8217;appello delle due Associazioni che chiedono al Governo di non bloccare gli incentivi per le rinnovabili. “Stabilizzare e rilanciare subito gli incentivi per le rinnovabili”: questo l’appello rivolto al Governo da parte di due delle associazioni nazionali di categoria più rappresentative nel settore dell’edilizia, FME (Federazione Nazionale Materiale Elettrico), che rappresenta 158 imprese distributrici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-126" src="http://beidraulico.it/files/2011/03/energierinnovabili.jpg" alt="energierinnovabili" width="436" height="275" /></p>
<p><em><strong>Questo l&#8217;appello delle due Associazioni che chiedono al Governo di non bloccare gli incentivi per le rinnovabili.</strong></em></p>
<p>“<strong>Stabilizzare e rilanciare subito gli incentivi per le rinnovabili</strong>”: questo l’appello rivolto al Governo da parte di due delle associazioni nazionali di categoria più rappresentative nel settore dell’edilizia, <strong>FME</strong> (Federazione Nazionale Materiale Elettrico), che rappresenta 158 imprese distributrici con 1.150 punti vendita e 15.000 addetti, per un fatturato di <strong>€ 6,3 miliardi</strong> di euro ed ANGAISA (Associazione Nazionale Commercianti Articoli Idrosanitari, Climatizzazione Pavimenti, Rivestimenti ed Arredobagno), che rappresenta 280 imprese con 850 punti vendita e 18.930 addetti, per un fatturato di € 5,04 miliardi di euro.</p>
<p><span id="more-125"></span></p>
<p><strong>ANGAISA</strong> e <strong>FME</strong>, entrambe aderenti a <strong>Confcommercio-Imprese</strong> per l’Italia, <strong>sollecitano l’adozione </strong>di immediati correttivi al decreto sulle energie rinnovabili recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, che prevede fra l’altro un nuovo regime di incentivazione per il fotovoltaico a partire dal 1° giugno, e auspicano l’immediata attivazione di un “<strong>tavolo di confronto</strong>” del Governo con l’intera filiera delle imprese che operano nel settore.</p>
<p>Le <strong>forti preoccupazioni</strong> espresse dall’Ing. Giampaolo Ferrari, Presidente di FME e dal Presidente ANGAISA Dott. Mauro Odorisio, riguardano innanzitutto l’incertezza derivata dal fatto che il nuovo<strong> valore degli incentivi </strong>dovrà essere stabilito da un apposito decreto attuativo, da emanare entro il prossimo 30 aprile. Di fatto, il provvedimento sta causando <strong>gravi effetti distorsivi</strong>: una corsa ad allacciare gli impianti entro il 31 maggio, al fine di usufruire degli incentivi previsti dal decreto legge n. 197 del 24 agosto 2010 e impianti in corso di progettazione la cui realizzazione è stata annullata o rinviata, in attesa di poter conoscere il nuovo quadro normativo di riferimento.</p>
<p>Il risultato è che il mercato delle <strong>energie rinnovabili</strong> sta registrando una<strong> brusca frenata</strong>. FME ed ANGAISA sottolineano che la mancanza di programmazione e l’attuale fase di incertezza bloccheranno non solo i progetti futuri, ma anche quelli già avviati e finanziati, mettendo a rischio aziende che finora erano riuscite a “<strong>gestire</strong>” questa difficilissima congiuntura economica proprio grazie al fotovoltaico e alle energie rinnovabili.</p>
<p>Infine FME ed ANGAISA ricordano che gli <strong>investimenti </strong>già effettuati dalle aziende associate per assicurare la reperibilità dei materiali presso i propri magazzini e per gli ordini già confermati ai propri fornitori sono stati programmati da tempo: uno “stop” improvviso e di queste proporzioni avrà notevoli ripercussioni su tutta la filiera delle imprese, in un momento già estremamente critico per il <strong>settore dell’edilizia </strong>nel suo complesso, con riflessi devastanti sull’occupazione.</p>
<p>Affinché possano essere ridefiniti gli<strong> incentivi nel più breve</strong> tempo possibile, tenendo conto delle istanze rappresentate da tutte le categorie colpite dagli <strong>effetti negativi </strong>del nuovo decreto, FME ed ANGAISA hanno chiesto di essere ricevute, nei prossimi giorni, dal Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani.</p>
<p>Fonte Immagine: 4.bp.blogspot.com</p>
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		<title>Presentata a Pordenone la caldaia che non inquina</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 11:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caldaie]]></category>
		<category><![CDATA[calore]]></category>
		<category><![CDATA[pordenone]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progetto si presenta come innovativo e darà nuovo sviluppo per la ricerca di apparecchi &#8220;sostenibili&#8221;. Arriva da Pordenone un esempio di concreta collaborazione tra pubblico e privato, in grado di affrontare – e ridurre fortemente – problemi di grande importanza sociale, quali l’inquinamento urbano e le sue conseguenze sulla salute dei cittadini. Da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-123" src="http://beidraulico.it/files/2011/03/STEF0495.jpg" alt="STEF0495" width="550" height="355" /></p>
<p><em><strong>Il progetto si presenta come innovativo e darà nuovo sviluppo per la ricerca di apparecchi &#8220;sostenibili&#8221;.</strong></em></p>
<p>Arriva da <strong>Pordenone</strong> un esempio di concreta <strong>collaborazione</strong> tra<strong> pubblico e privato</strong>, in grado di affrontare – e ridurre fortemente – problemi di grande importanza sociale, quali l’inquinamento urbano e le sue conseguenze sulla salute dei cittadini. Da un lato la <strong>Pubblica Amministrazione</strong> (Ministero dell’Ambiente, AREA Science Park, Provincia e Comune di Pordenone) pronta a finanziare e sperimentare tecnologie innovative, dall’altro imprese (STP Srl, Rhoss Spa) in grado di ideare e ingegnerizzare <strong>soluzioni innovative</strong> e all’avanguardia. Nel mezzo, il continuo sforamento dei tetti di emissione di PM10* nelle nostre città e l’esigenza di trovare alternative alle caldaie a combustibili fossili di abitazioni e condomini.</p>
<p><span id="more-122"></span></p>
<p>Pordenone ha scelto una via nuova, avviando nel comprensorio scolastico pubblico “<strong>Centro Studi</strong>” la sperimentazione della ‘<strong>pompa di calore ad alta temperatura’</strong>. Zero emissioni in loco. Basse spese di gestione. Energia rinnovabile al 70÷75% che può arrivare al 100% con l&#8217;utilizzo di elettricità fornita da pannelli fotovoltaici. Sono le caratteristiche principali della nuova pompa di calore, ribattezzata la ‘caldaia’ che non inquina, in grado di produrre acqua calda <strong>superiore ai 75°C</strong>, capace perciò di sostituire le attuali caldaie da riscaldamento senza la necessità di rifare gli impianti. Un vero salto tecnologico (breakthrough) nel settore, un’innovazione tutta italiana in corso di brevetto, ideata da STP (spin-off imprenditoriale di recente insediato nel parco scientifico triestino) e ingegnerizzata da Rhoss Spa. Il progetto rientra nel piano di <strong>AREA Science Park</strong> per la produzione e l’uso efficiente dell’energia ENERPLAN, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente. La sperimentazione vede il concreto sostegno della Provincia di Pordenone e il supporto del Comune di Pordenone.</p>
<p>Le attuali<strong> pompe di calore</strong> non possono essere utilizzate con gli impianti di <strong>riscaldamento a termosifone</strong> &#8211; che costituiscono la maggioranza assoluta degli impianti urbani &#8211; poiché non sono in grado di erogare acqua riscaldata a temperatura sufficiente. La nuova soluzione, invece, eroga acqua a circa 80°C e può quindi sostituire le caldaie esistenti, senza ulteriori interventi su abitazioni e impianti. L<strong>’impianto prototipo</strong> installato ha fatto registrare rendimenti addirittura superiori alle attese &#8211; 115 kW di potenza effettiva, sensibilmente superiore ai 100 kW preventivati -  riscaldando palestra e spogliatoi e producendo acqua calda sanitaria per il comprensorio scolastico. L’impianto di Pordenone servirà anche da laboratorio per la verifica e il miglioramento della tecnologia e delle sue performance. Questo <strong>primo test</strong>, molto soddisfacente, rende più vicino il raggiungimento del principale obiettivo degli ideatori: sostituire le caldaie degli impianti di riscaldamento tradizionali, ad esempio nei condomini, con pompe di calore ad <strong>alta temperatura</strong>.</p>
<p>Una soluzione, questa, che avrebbe molteplici vantaggi. A cominciare da quelli <strong>economici</strong>: l’investimento iniziale è leggermente superiore rispetto all’acquisto di caldaie tradizionali ma, nel tempo, è compensato dai rilevanti risparmi sulla bolletta: la spesa sostenuta per l’impianto, di fatto, si ripaga (payback) in meno di quattro anni. Dal punto di vista gestionale, i <strong>costi di esercizio</strong> sono bassissimi, grazie a esigenze di manutenzione fortemente ridotte e all’eliminazione di permessi e verifiche amministrative e di sicurezza. Sul lato energetico, è rinnovabile almeno il 70% dell’energia necessaria a generare il calore, con ricadute molto positive sul versante ecologico: zero emissioni in loco, drastica <strong>riduzione dell’inquinamento</strong> nelle città.</p>
<p><strong>LE APPLICAZIONI</strong></p>
<p>Il <strong>mercato di riferimento primario</strong> per la pompa di calore ad alta temperatura  è costituito dagli edifici urbani già esistenti (condomini, edifici storici, scuole, ospedali, etc.) e da quelli <strong>industriali/commerciali</strong>, che, insieme al traffico veicolare, rappresentano le principali fonti inquinanti delle nostre città.  Le pompe di calore oggi sul mercato, caratterizzate da temperature di mandata attestate intorno ai 50°C, non sono utilizzabili per gli edifici dotati di impianto di riscaldamento tradizionale. Un limite grave questo, che la <strong>nuova pompa HT supera</strong>, grazie ad una temperatura di mandata compresa tra 70 e 80°C e ha un “<strong>Coefficient Of Performance</strong>” &#8211; ovvero il rapporto tra la quantità di calore erogato e la quantità di energia elettrica spesa – intorno a 3.</p>
<p>Si tratta di un <strong>vero e proprio salto tecnologico</strong>, che, per sintetizzarlo in una parola, consente di passare dalla “<strong>casaklima</strong>” al “<strong>condominioklima</strong>”, con un ambito di applicazione di gran lunga più ampio e un potenziale di <strong>impatto positivo</strong> sull’ambiente assai elevato, specie nelle città. I siti che si prestano bene alla sostituzione di caldaie con <strong>pompe di calore </strong>ad alta temperatura sono tutti quelli in cui vi è presenza di fiumi, canali sotterranei o affioranti, pozzi, laghi, stagni e acquitrini, reti di acquedotti, collettori fognari, mare, bealere, acqua di falda, cascami termici dai condensatori di centrali elettriche, acqua di cascame da processi industriali.</p>
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		<title>Askoll Energy Saving, nuova pompa riscaldamento che risparmia energia</title>
		<link>http://beidraulico.it/117/askoll-energy-saving-nuova-pompa-riscaldamento-che-risparmia-energia/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 13:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idaulica]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[La pompa per impianti di riscaldamento dovrebbe far risparmiare l&#8217;80% di energia. Askoll introduce Askoll Energy Saving, una pompa per impianti di riscaldamento super compatta in grado di consumare fino all’80% di energia elettrica in meno rispetto alle pompe tradizionali. Di classe A superiore, è programmabile a seconda delle necessità dei vari impianti di riscaldamento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-118" src="http://beidraulico.it/files/2011/02/energy_saving.jpg" alt="energy_saving" width="309" height="470" /></p>
<p><strong><em>La pompa per impianti di riscaldamento dovrebbe far risparmiare l&#8217;80% di energia.</em></strong></p>
<p><strong>Askoll</strong> introduce <strong>Askoll Energy Saving</strong>, una<strong> pompa</strong> per impianti di<strong> riscaldamento </strong>super compatta in grado di consumare fino all’<strong>80% di energia</strong> elettrica <strong>in meno</strong> rispetto alle pompe tradizionali. Di classe A superiore, è programmabile a seconda delle necessità dei vari impianti di riscaldamento.</p>
<p><span id="more-117"></span></p>
<p><strong>Askoll Energy Saving </strong>soddisfa già oggi quanto previsto dalla <strong>direttiva EuP</strong> che impone una drastica riduzione dei consumi energetici di tutti i circolatori a partire dal 1° gennaio 2013. La <strong>flessibilità</strong> di Askoll Energy Saving nel rispondere ai cambiamenti dei parametri del <strong>sistema di circolazione</strong> (variazioni nella richiesta di calore, di pressione ecc&#8230;) la rende efficace e silenziosa: ottimizzando la sua <strong>performance</strong>, assicura sempre la giusta temperatura con i giusti consumi. Lavora senza sprechi ed elimina così rumori di <strong>flusso d’acqua</strong> nelle condutture, nelle valvole e nei radiatori.</p>
<p>Il segreto della sua <strong>efficienza </strong>sta nella sua <strong>elettronica innovativa</strong>, brevettata nei laboratori Askoll, avanzati e specializzati centri di ricerca nell’ambito dei motori sincroni. Una spia luminosa fornisce informazioni in tempo reale circa lo stato di<strong> funzionamento della pompa</strong>. Il pannello di comando è intuitivo e consente di selezionare il programma di lavoro preferenziale:</p>
<p>- <strong>curva proporzionale</strong>: riduce proporzionalmente il livello di pressione dell’acqua al diminuire della richiesta di calore. E’ ideale per impianti a termosifone.<br />
-<strong>curva costante</strong>: mantiene costante il livello di pressione dell’acqua al diminuire della richiesta di calore da parte dell’impianto. E’ ideale per impianti a pavimento.<br />
-<strong>programma personalizzato Max-Min</strong>: si regola gradualmente posizionando il selettore in qualsiasi punto tra Min e Max, a seconda delle esigenze. Personalizza ogni tipo di impianto, dai più moderni e sofisticati ai più obsoleti e sorpassati).</p>
<p>Installando un<strong> circolatore tradizionale</strong> non risulta sempre possibile personalizzare l’<strong>operato della pompa</strong> sulle necessità dell’impianto: salgono così i costi. Askoll Energy Saving permette di regolare in maniera graduale la velocità e consumare sempre il minimo indispensabile.</p>
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		<title>Angaisa, allarme per 38.000 rubinetti sequestrati dalla Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 13:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubinetterie]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[rubinetterie]]></category>
		<category><![CDATA[tossico]]></category>

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		<description><![CDATA[I 38.000 pezzi sequestrati erano contraffatti e potenzialmente tossici. Angaisa: &#8220;E&#8217; necessario fare fronte comune&#8221;. Ha suscitato grande scalpore e sconcerto la notizia dell’importante sequestro di prodotti, provenienti dalla Cina, effettuato a Padova nei giorni scorsi, sintetizzata in questi termini nel comunicato pubblicato sul sito internet della Guardia di Finanza: “Rubinetti al piombo e cromo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-113" src="http://beidraulico.it/files/2011/02/Angaisa_rubinetterie_GDF.jpg" alt="Angaisa_rubinetterie_GDF" width="461" height="465" /></p>
<p><strong><em>I 38.000 pezzi sequestrati erano contraffatti e potenzialmente tossici. Angaisa: &#8220;E&#8217; necessario fare fronte comune&#8221;.</em></strong></p>
<p>Ha suscitato <strong>grande scalpore</strong> e sconcerto la notizia dell’importante sequestro di prodotti, provenienti dalla<strong> Cina</strong>, effettuato a Padova nei giorni scorsi, sintetizzata in questi termini nel comunicato pubblicato sul sito internet della<strong> Guardia di Finanza</strong>:</p>
<p><span id="more-111"></span></p>
<p>“<em><strong>Rubinetti</strong> al<strong> piombo</strong> e<strong> cromo</strong>: la <strong>Guardia di Finanza</strong> disinnesca una &#8220;<strong>bomba tossica</strong>&#8220;. Sequestrati 38.000 pezzi contraffatti potenzialmente cancerogeni e pronti per essere venduti. Denunciato un cinese, evasore totale. Sigilli anche ad altri 50.000 prodotti pericolosi. Ben <strong>38.000</strong> tra <strong>rubinetti</strong>, <strong>soffioni per doccia</strong> e raccorderie erano stoccati in due magazzini della cintura urbana. Le indagini hanno portato non solo al sequestro del materiale idraulico in questione, peraltro risultato anche <strong>contraffatto</strong>, ma all&#8217;inquietante scoperta che i corpi di reato contengono valori di piombo e cromo ben oltre le soglie tollerate per legge, gravemente tossici per l&#8217;uomo. Tutti gli accertamenti condotti hanno suffragato, univocamente, l&#8217;ipotesi che i campioni esaminati, realizzati con criteri non rispondenti alle norme tecniche riconosciute a livello nazionale ed internazionale, reagiscono al contatto con l&#8217;acqua potabile con<strong> modalità pericolose</strong> per la salute umana. Nei medesimi capannoni in cui è stato rinvenuto il materiale idraulico, sono stati inoltre trovati e sottoposti a sequestro altri 50.000 prodotti e utensili privi o recanti il<strong> marchio</strong> &#8220;ce&#8221; indebitamente apposto, nonché 3.700 metri di cavo elettrico sprovvisto di certificazione di sicurezza. Un<strong> imprenditore di nazionalità cinese</strong>, titolare di entrambi i depositi, è stato denunciato all&#8217;<strong>autorità giudiziaria</strong> in quanto responsabile dei reati di contraffazione e adulterazione di acque o sostanze alimentari (quelle erogate dai rubinetti incriminati) e delitti contro la salute pubblica, con una pena che oscilla tra <strong>i 3 e i 10 anni di reclusione</strong>. L&#8217;uomo è risultato essere anche un evasore totale poiché, all&#8217;esito delle ispezioni condotte, non è stato nemmeno in condizione di esibire la benché minima documentazione fiscale. Le indagini proseguiranno, nelle <strong>prossime settimane</strong>, per ricostruire l&#8217;intera filiera di vendita ed individuare l&#8217;azienda cinese che ha fabbricato i manufatti</em>”.</p>
<p>In merito all’accaduto, <strong>ANGAISA </strong>non può che manifestare la propria profonda preoccupazione per i gravi rischi legati all’importazione e distribuzione “selvaggia” di prodotti contraffatti e non rispondenti alle norme tecniche riconosciute a livello nazionale e internazionale, <strong>potenzialmente tossici</strong> e cancerogeni.</p>
<p>Il<strong> Presidente ANGAISA</strong> <strong>Mauro Odorisio</strong> sottolinea il ruolo che la filiera di settore deve essere in grado di interpretare, per tutelare aziende, utenti professionali e consumatori. “<em>Quanto accaduto a <strong>Padova</strong> è l’ulteriore conferma di una necessità ormai ineludibile per tutti gli attori che operano nella filiera <strong>idrotermosanitaria</strong>: scegliersi, selezionarsi reciprocamente</em> – produttori e distributori – <em>per fare “fronte comune” e lavorare insieme per garantire sempre e comunque la massima trasparenza, nel pieno rispetto delle<strong> normative</strong> e degli standard che servono anche e soprattutto a salvaguardare il nostro bene più prezioso, la salute</em>”.</p>
<p>“<em>Quello della <strong>contraffazione</strong></em>” – conclude Odorisio – <em>è un fenomeno che può e deve essere combattuto, con la massima intransigenza, non soltanto attraverso la fondamentale attività di controllo degli organi preposti, ma anche continuando a promuovere, come fa<strong> ANGAISA</strong>, i concetti di “<strong>Cultura</strong>” e “<strong>Qualità</strong>” all’interno del nostro settore, a trecentosessanta gradi. Il “Fatto in Italia” potrà così affermarsi sempre di più come sinonimo di qualità, trasparenza e correttezza, requisiti ai quali la distribuzione qualificata italiana, che ANGAISA rappresenta dal 1956, continua a guardare con la massima attenzione</em>”.</p>
<p>Fonte immagine: Trendir.com</p>
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		<title>In arrivo da Pordenone la caldaia che non inquina</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 15:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caldaie]]></category>
		<category><![CDATA[Fatti e Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[imquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[pompa di calore]]></category>
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		<description><![CDATA[Dalla città friulana arriva infatti una notizia incoraggiante: è in corso di sperimentazione una “caldaia” che fa a meno di combustibili fossili e quindi non inquina. Una delle cause principali dell&#8217;inquinamento da polveri sottili, sono proprio le caldaie come dimostra l&#8217;allarme scattato in alcune metropoli come Milano ma anche mal comune di centri più piccoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-106" src="http://beidraulico.it/files/2011/02/Save_the_date_DEF.jpg" alt="caldaia " width="550" height="468" /></p>
<p><em><strong>Dalla città friulana arriva infatti una notizia incoraggiante: è in corso di sperimentazione una “caldaia” che fa a meno di combustibili fossili e quindi non inquina.<br />
</strong></em><br />
Una delle <strong>cause principali dell&#8217;inquinamento</strong> da polveri sottili, sono proprio <strong>le caldaie</strong> come dimostra l&#8217;allarme scattato in alcune <strong>metropoli come Milano </strong>ma anche mal comune di<strong> centri più piccoli </strong>come appunto<strong> Pordenone.</strong></p>
<p><span id="more-105"></span></p>
<p>Si tratta di una<strong> pompa di calore </strong>ad<strong> alta temperatura </strong>(PdC HT) in grado di produrre<strong> acqua calda superiore ai 75°C,</strong> capace di sostituire <strong>le attuali caldaie</strong> da riscaldamento senza la necessità di rifare completamente l’impianto.</p>
<p>Un primo<strong> prototipo funzionante</strong> di questa<strong> nuova generazione </strong>di caldaie di<strong> media taglia </strong>e ad alta efficienza, è stato<strong> installato in un comprensorio scolastico </strong>di Pordenone. <strong>La sperimentazione </strong>in corso<strong> sta facendo registrare</strong> risultati molto <strong>positivi, </strong>con rendimenti addirittura superiori alle attese:<strong> 115 kW di potenza effettiva</strong>, sensibilmente superiore ai 100 kW preventivati.<strong> L’innovativa pompa</strong> di calore  consente, già da ora, di<strong> riscaldare palestra e spogliatoi </strong>e di produrre<strong> acqua calda sanitaria</strong> per tutta la scuola.</p>
<p>Questo <strong>primo test, molto soddisfacente, </strong> rende più vicino il raggiungimento del <strong>principale obiettivo</strong> degli ideatori: <strong>sostituire le caldaie </strong>degli impianti di riscaldamento <strong>tradizionali,</strong> ad esempio nei condomini, <strong>con pompe di calore</strong> ad alta temperatura.</p>
<p>Una<strong> soluzione,</strong> questa, che avrebbe <strong>molteplici vantaggi economici,</strong> gestionali, oltre <strong>che ecologici.</strong> Sul lato <strong>energetico, </strong>infatti, è rinnovabile<strong> almeno il 70% dell’energia </strong>necessaria a generare il calore,<strong> con zero emissioni in loco, </strong>drastica<strong> riduzione dell’inquinamento</strong> nelle città e conseguente<strong> sensibile miglioramento del microclima</strong> urbano.</p>
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		<title>Nelle scuole di Malgrate tornano le caldaie a legna</title>
		<link>http://beidraulico.it/99/nelle-scuole-di-malgrate-tornano-le-caldaie-a-legna/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 15:33:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fatti e Curiosità]]></category>
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		<category><![CDATA[scuole]]></category>

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		<description><![CDATA[A Malgrate in provincia di Lecco, l&#8217;amministrazione comunale ha deciso di dire addio al metano nelle scuole del Gaggio. Quest&#8217;ultimo non è infatti da considerarsi tra le fonti energetiche più ecologiche e a differenze del legno, è una risorsa non rinnovabile. Inolre si passerà  dalla classe energetica E alla C. In effetti le caldaie a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-100" src="http://beidraulico.it/files/2011/02/immagine-caldaia-legna1.jpg" alt="caldaia a legna" width="327" height="450" /></p>
<p><em><strong>A Malgrate in provincia di Lecco, l&#8217;amministrazione comunale ha deciso di dire addio al metano nelle scuole del Gaggio.</strong></em></p>
<p><strong>Quest&#8217;ultimo </strong>non è infatti da considerarsi<strong> tra le fonti energetiche</strong> più ecologiche e a <strong>differenze del legno</strong>, è una<strong> risorsa non rinnovabile.</strong> Inolre si passerà  <strong>dalla classe energetica E alla C.</strong></p>
<p><span id="more-99"></span></p>
<p>In effetti<strong> le caldaie a legna </strong>o a<strong> cippato</strong>, rappresentano oggi <strong>un&#8217;ottima soluzione </strong> rispetto al tradizionale riscaldamento<strong> molto più inquinante.</strong> Sono ideali sopratutto in<strong> quelle zone</strong> che <strong>dispongono di legna</strong> a sufficienza e dove<strong> reperirla non è un problema.</strong></p>
<p><strong>Il cippato</strong>, che sarà utilizzato a Malgrate<strong>, </strong>infatti <strong>è un legno </strong>di<strong> provenienza forestale o agricola</strong> che si ricava da<strong> attività di diradamento </strong>boschivo quindi estremamente<strong> facile da reperire </strong>e che viene<strong> bruciato nelle caldaie </strong>sotto forma di scaglie.</p>
<p>Fonte immagine: bluenergysrl.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lombardia: 2.000.000 di euro per la difesa idraulica dei pendii</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 15:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idaulica]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni e territorio]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
		<category><![CDATA[pendii]]></category>
		<category><![CDATA[vigne]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito agli eventi calamitosi del 2008, la Provincia stanzierà 1.165.824,00 di euro in favore di tutti quei privati che hanno subito gravi danni nei loro vigneti. In particolare ci si occuperà del rifacimento e della sistemazione dei muretti a secco dei terrazzamenti. Altri 600.000,00 euro saranno invece destinati a finanziare opere di messa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-94" src="http://beidraulico.it/files/2011/01/vigneto2-gallery.jpg" alt="vigneto" width="550" height="370" /></p>
<p><em><strong><br />
In seguito agli eventi calamitosi del 2008, la Provincia stanzierà 1.165.824,00 di euro in favore di tutti quei privati che hanno subito gravi danni nei loro vigneti.</strong></em></p>
<p>In particolare ci si occuperà del<strong> rifacimento e della sistemazione dei muretti a secco dei terrazzamenti.</strong> Altri 600.000,00 euro saranno invece<strong> destinati a finanziare opere di messa in sicurezza</strong> nella zona compresa fra i torrenti Caldenno e Maroggia nel <strong>Comune di Berbenno.<br />
</strong></p>
<p><span id="more-93"></span><br />
<em>&#8220;Una<strong> promessa</strong> puntualmente<strong> mantenuta</strong>&#8220;</em> &#8211; commenta l’Assessore all’Agricoltura<strong> Severino De Stefani</strong> che prosegue -<em><strong> “Provincia e Regione </strong>hanno lavorato di comun accordo per<strong> destinare parte delle economie </strong>derivanti dalla Legge Valtellina <strong>ad importanti interventi di manutenzione </strong>del nostro territorio, con particolare riguardo alle nostre vigne,<strong> un patrimonio in cammino verso l’Unesco</strong>, che merita la massima attenzione e dunque, con<strong> coerenza amministrativa</strong>, anche le risorse per essere conservato nel tempo&#8221;.<br />
</em></p>
<p><em>Fonte immagine: ruralp.it<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sifobox 160 è la novità presentata da Oppo</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 14:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.raimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idaulica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[pozzetto monolitico]]></category>
		<category><![CDATA[pur]]></category>
		<category><![CDATA[sifobox160]]></category>

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		<description><![CDATA[Sifobox 160 è l&#8217; innovativo pozzetto di allaccio che offre un&#8217; ottima alternativa alla tradizionale soluzione di inserire un sifone in PVC all&#8217;interno di un pozzetto in calcestruzzo. Di solito utilizzato negli allacci fognari della rete pubblica, Sifobox 160 è una costruzione monolitica di dimensioni ridotte, soprattutto in larghezza, rilevanti in fase di realizzazione dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-74" src="http://beidraulico.it/files/2011/01/sifone_box_legenda.gif" alt="sifone_box" width="550" height="328" /></p>
<p><em><strong>Sifobox 160 è l&#8217; innovativo pozzetto di allaccio che offre un&#8217; ottima alternativa alla tradizionale soluzione di inserire un sifone in PVC all&#8217;interno di un pozzetto in calcestruzzo.</strong></em></p>
<p>Di solito utilizzato negli<strong> allacci fognari</strong> della rete pubblica,<strong> Sifobox 160</strong> è una <strong>costruzione monolitica</strong> di dimensioni ridotte, soprattutto in larghezza, rilevanti in fase di<strong> realizzazione dello scavo </strong>e di posa del manufatto.</p>
<p><span id="more-71"></span></p>
<p>Anche il<strong> chiusino rettangolare di coronamento</strong>, in ghisa o in <strong>PVC</strong>, ha dimensioni contenute oltre che un<strong> ridotto impatto visivo in superficie</strong>. Il pozzetto è costrutito<strong> interamente in PUR</strong> (poliuretano rigido)ed è ispezionabile attraverso due appositi portelli circolari con chiusura a tenuta.</p>
<p>Fonte immagine: oppo.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Shark, il rubinetto ecosostenibile di ST Rubinetterie</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 15:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rubinetterie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ecocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[ecosostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[SHARK è la nuova collezione di rubinetteria elettronica di ST Rubinetterie disegnata da Simone Micheli. “Shark &#8211; racconta Simone Micheli &#8211; si pone come principale obiettivo di divenire, grazie alle proprie specificità tecnologiche e mediante le sue geometrie continue, un nuovo segno connesso al mondo della sostenibilità, dell’ecocompatibilità, dell’attenzione scrupolosa alla tutela di una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-65" src="http://beidraulico.it/files/2011/01/Shark.jpg.jpeg" alt="Shark.jpg" width="512" height="374" /></p>
<p><img src="///tmp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<p><em><strong>SHARK è la nuova collezione di rubinetteria elettronica di ST Rubinetterie disegnata da Simone Micheli. </strong></em></p>
<p>“<strong><em>Shark</em></strong> &#8211; racconta Simone Micheli &#8211; <em>si pone come principale obiettivo di divenire, grazie alle proprie specificità tecnologiche e mediante le sue geometrie continue, un nuovo segno connesso al mondo della sostenibilità, dell’<strong>ecocompatibilità</strong>, dell’attenzione scrupolosa alla tutela di una delle risorse mondiali più preziose: <strong>l’acqua</strong>.</em></p>
<p><span id="more-64"></span></p>
<p><em>Le sue performance prestazionali, le sue caratteristiche costruttive, i suoi perimetri formali che alludono a un desiderato <strong>antropomorfistico</strong> rigore ne fanno una collezione simbolica e perfetta per il nostro tempo. La bolla temporale nella quale siamo immersi chiede ai progettisti e alle aziende produttrici disciplina concettuale e propositiva, chiede un ritorno a un <strong>razionalismo organico</strong> capace di favorire la crescita di prodotti in grado di rispondere alle svariate richieste di un <strong>mercato mondiale</strong> consapevole della fragilità dei sistemi che tengono in vita la Terra. Shark intende proporsi al mercato come una collezione elettronica consapevole. Vuole portare all’attenzione del mondo dell’architettura un messaggio etico, oltre che formale, per proseguire un cammino nella direzione di una reale <strong>sostenibilità di campo</strong></em>”.</p>
<p>Grazie all’utilizzo combinato di<strong> due tecnologie elettroniche</strong>, Shark consente un uso più sostenibile delle risorse, riducendo gli <strong>sprechi d’acqua</strong> e di energia. La diminuzione del numero di accensioni della caldaia si traduce infatti in risparmio economico, minori emissioni di inquinanti in atmosfera e prolungamento della vita della<strong> caldaia stessa</strong>. Avvicinando la mano, piuttosto che lo spazzolino da denti, alla bocca di erogazione un sensore attiva automaticamente il getto d’acqua e lo interrompe quando non più necessario. Un<strong> sistema ‘intelligente’</strong> regola portata e temperatura a seconda delle situazioni. Un leggero tocco della tastiera permette, infatti, di regolare portata e temperatura dell’acqua e grazie alla retroilluminazione a LED un alone di luce suggerisce la temperatura selezionata. La funzione di <strong>erogazione automatica</strong> può essere disinserita per avere un flusso continuo, lasciando quindi all’utente la possibilità di effettuare una scelta consapevole di esclusione della funzione risparmio in risposta alle esigenze personali.</p>
<p>I<strong> modelli per doccia </strong>e vasca sono equipaggiati con una versione termostatica per il <strong>massimo del comfort</strong>. Una serie di temperature pre-impostate consente una rapida selezione di quella preferita, con la possibilità di effettuare una regolazione sino alla ricerca di quella perfetta e un sistema di sicurezza limita la massima temperatura per evitare scottature. Il <strong>deviatore elettronico</strong> può selezionare due uscite anche contemporanee. L’aspetto ecologico e di rispetto della salute non è stato trascurato nemmeno nella fase di realizzazione del prodotto, dall’utilizzo di ottone a basso contenuto di piombo alla scelta di materiali riciclati e<strong> facilmente riciclabili</strong> per gli imballaggi.</p>
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		<title>Jacuzzi presenta Veya, Cognito e Bordo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 15:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca.malgara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bagno]]></category>
		<category><![CDATA[Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[jacuzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le tre nuove gamme offrono una scelta completa per il bagno con un design elegante e alti standard di qualità. Jacuzzi presenta le suite Veya, Cognito e Bordo, le tre nuove gamme complete di lavabi, vasi e bidet, dal design contemporaneo, nate per arricchire la stanza da bagno con elementi eleganti, confortevoli, innovativi e dotati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-78" src="http://beidraulico.it/files/2010/12/jacuzzi.jpg" alt="jacuzzi" width="550" height="412" /></p>
<p><strong><em>Le tre nuove gamme offrono una scelta completa per il bagno con un design elegante e alti standard di qualità.</em></strong></p>
<p><strong>Jacuzzi</strong> presenta le suite Veya, Cognito e Bordo, le tre nuove gamme complete di lavabi, <strong>vasi e bidet</strong>, dal design contemporaneo, nate per arricchire la stanza da bagno con elementi eleganti, confortevoli, innovativi e dotati di tutti gli <strong>standard di qualità</strong>.</p>
<p><span id="more-54"></span></p>
<p>Le <strong>tre nuove suite</strong> sono composte dai lavabi, disponibili in diverse versioni &#8211; lavabo sospeso, con colonna, semi colonna, oppure d’appoggio – i vasi &#8211; vaso sospeso,<strong> vaso a terra filo parete</strong> (back to wall) vaso con cisterna, &#8211; e i bidet – sospeso o a terra filoparete –differenti per forme e design ma caratterizzati tutti dallo stesso sapiente connubio di elevata estetica ed <strong>estrema funzionalità</strong>, che contraddistinguono tutte le soluzioni firmate Jacuzzi.</p>
]]></content:encoded>
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